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Prabhat Samgiit

Canzoni della Nuova Alba

Nel settembre del 1982 P.R. Sarkar dà inizio ad una lunga serie di composizioni musicali e poetiche intitolate Prabhat Samgiit, che in lingua bengali significa "canzone della nuova alba", dando così una forma espressiva alla sua filosofia del "Neo Umanesimo" proposta anch'essa all'inizio dello stesso anno. In un spazio temporale di otto anni, Sarkar compone oltre 5000 canzoni, prevalentemente in bengalese, ma anche in altri idiomi come il sanscrito, l'hindi, l'inglese, l'urdu e in altre lingue dell'India.

La struttura musicale delle Prabhát Samgiit è imperniata, come nella tradizione orientale, su una linea melodica. Parte di queste melodie sono basate sui raga, forme usate nella musica classica indiana, alcune sono invece di carattere etnico folcloristico, dove spesso fondono stili di tradizioni diverse, altre sono antichissime melodie estinte recuperate da Sakar con l'intento di preservare il patrimonio culturale del mondo.

I testi poetici delle "canzoni della nuova alba" trattano svariati temi che vanno dal rapporto devozionale fra l'uomo ed il Supremo ai temi sociali, dai temi naturalistici che descrivono ed esaltano le stagioni, la pioggia, i periodi di raccolto ai temi per bambini.

Le Prabhát Samgiit possono anche essere interpretate tramite la danza indiana che grazie all'arte dei mudra (gesti) traduce il significato del testo.

Shiva, Krishna, ambiente e natura, melodie estinte, festività, matrimoni, nascite, fine e nuovo anno, luoghi e paesi: canzoni vibranti che toccano il cuore dell'ascoltatore.

 

ÁMÁR GRÁME JÁIO RE BANDHU
(Prabhat Samgiit N° 911)


Amár gráme jáio re bandhu
Suvarńa rekhá pár
Suvarńa rekhá pár re bandhu
Suvarńa rekhá pár

Báliyáŕir pathat́i beye
samudra kinár
Suvarńa rekhá pár re bandhu
Suvarńa rekhá pár

Ámár gráme jáio re bandhu,
Suvarńa rekhá pár
Setháy jakhan surya ut́he
Ákásh ságar raunge phot́e
Maner májhe se raunga jágáye, ánanda apár

Suvarńa rekhá pár re bandh
Suvarńa rekhá pár

Kájubádám vanera májhe
raungiin pákhi sadái náce
Gánga cilerá dúr videshe ,
Kare párápár

Suvarńa rekhá pár re bandhu
Suvarńa rekhá pár

Naoká khule dúrer gáne
Návike dháy shroter t́áne
Chote se jaladhir páne ,
bhinna cintá tár

Suvarńa rekhá pár re bandhu
Suvarńa rekhá pár

Ámár gráme jáio re bandhu,
Suvarńa rekhá pár
Suvarńa rekhá pár re bandhu,
Suvarńa rekhá pár

Oh amico mio più caro, vieni nel mio villaggio sulle sponde del fiume Suvarnareka, raggiungimi vicino al fiume.
Quando il sole sorge tra le dune vicino al mare; il cielo e il mare sbocciano e s'infiammano di colori.
Quel colore risveglia la mia mente e mi dà un piacere infinito.

Nel frutteto di anacardio gli uccelli variopinti danzano senza sosta.
I falchi si dirigono verso posti sconosciuti e il marinaio comincia il suo viaggio sentendo in lontananza il canto delle correnti.
Egli procede verso il mare senza nessun'altro pensiero.



     
          
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